FACEBOOKING

Axerina ha scritto su Facebook:

Il fenomeno di massa del terzo millennio si chiama Facebook. Nato nel 2004, ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale dei suoi membri, e, in ugual misura, delle polemiche. E’ infatti al centro di un processo da cui non si può prescindere e con cui, iscritti o meno, bisogna fare i conti: infatti sta cambiando in maniera determinante il modo di socializzare in rete da una parte all’altra del globo, configurando al tempo stesso nuovi modi di comunicare, anche al di fuori del mondo digitale.

 

Con 175 milioni di utenti in tutto il mondo è considerato tra le tre cose più cool tra i giovani, dopo l’i-pod e la birra. Nato quasi per caso all’università di Harvard, grazie alla geniale idea di uno studente allora diciannovenne, Mark Zuckerberg, ha rivoluzionato l’idea stessa di social network virtuale. Inizialmente ricalcava la struttura dei facebooks, ossia le raccolte di foto e profili che alcune scuole e college statunitensi pubblicano a inizio anno in modo da agevolare la socialità tra i nuovi iscritti. Oggi è organizzato in modo da non lasciare nulla al caso: permette di caricare foto, video, aggiornare il proprio status, inserire informazioni e interessi personali, e iscriversi a gruppi e fan club di vario genere. Amplifica e proietta la personalità degli utenti nel mondo virtuale, governato dalla totale libertà di gusti e opinioni. Su Facebook è possibile discutere e scambiarsi idee, rimanere in contatto con persone lontane, ma anche fare nuove amicizie o ritrovare vecchie conoscenze. Ormai è un classico la pizzata con gli ex-compagni di classe delle elementari ritrovati dopo decenni grazie a Facebook.

 

Oggi questo social network è diventato un must che occupa gli utenti in media per 19 minuti al giorno: costituisce un fenomeno talmente dilagante che molte aziende e uffici pubblici hanno bloccato l’accesso al sito durante le ore di lavoro, per evitare che i propri dipendenti perdano tempo prezioso, curiosando tra i profili dei propri amici.

 

Bisogna però considerare anche l’aspetto economico della faccenda: Facebook è di fatto un enorme business con un giro d’affari stimato intorno ai 16 miliardi di dollari. E anche in questo caso la personalizzazione è portata all’estremo: gli annunci pubblicitari compaiono ad hoc sul profilo dell’utente, sulla base degli interessi manifestati e delle reti di appartenenza.

 

Ma non sono solo i banners pubblicitari a scatenare le polemiche. Infatti, la mole di dati e informazioni personali raccolti sugli utenti stanno diventando oggetto di accesi dibattiti in tema di privacy, a causa di molteplici aspetti da tenere presenti. In primo luogo i dati e le informazioni personali che l’utente immette sono di proprietà di Facebook che li può rivendere a terzi, così come le foto, i video e i commenti. In secondo luogo è solo dal febbraio 2008 che è possibile cancellare l’account in maniera definitiva dal sito e comunque solo dietro esplicita richiesta. Infine, commenti e messaggi inviati ai propri amici, sono destinati a rimanere on-line anche in caso di chiusura del proprio account. Però, soprattutto grazie al recente dibattito, l’informativa che l’utente deve accettare prima dell’iscrizione è diventata molto trasparente, quindi si tratta di situazioni di cui gli utenti sono comunque informati a priori.

 

Diverso invece il discorso per le persone che in Facebook non sono nemmeno entrate: numerosi i casi di falsi profili e furti d’identità, di cui sono stati oggetto personaggi noti e meno noti. In questo caso, risulta molto sottile il confine tra un comportamento ludico-goliardico e dei comportamenti illegali. Un’ulteriore spinosa problematica è rappresentata delle fotografie che ritraggono persone inconsapevoli di finire in rete e che non hanno prestato il proprio consenso: la stessa bufera che ha colpito Google Maps.

 

D’altra parte il mondo di internet evolve in maniera rapida e multiforme, e sicuramente bisognerà trovare nuovi modi per proteggere la privacy degli utenti, sempre e comunque preservando la libertà delle persone: si prospettano tempi complicati per i garanti dei diritti fondamentali di privacy e oblio.

 

L’utente medio, ad ogni modo, sembra essere consapevole di queste molteplici problematiche, sulle quali sono nati gruppi di discussione all’interno dello stesso network e alcune divertenti parodie su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=2Qkc9VfDYLc&feature=related): questo denota una certa autoreferenzialità, ma al tempo stesso quella maturità, che fa prendere le distanze dal fenomeno, e che nasce dalla consapevolezza che il mondo reale è un altro, e che Facebook rimane pur sempre un passatempo come tanti, tra i migliaia offerti al giorno d’oggi dalla rete.

 

Nonostante tutto, la popolarità di Facebook non sembra destinata ad esaurirsi in breve tempo, come invece è accaduto per altre piattaforme e social networks. Polemiche o no, c’è anche chi cavalca l’onda dell’attenzione mediatica: Hollywood ha già in cantiere un film sulla vita di Marc Zuckerberg, prodotto dalla Sony Pictures.

(006) “WALKIN’ THE BOARD” (007) “HEY HEY ZOMBIE MAN”

One comment

  1. cobitredici
    #1

    non ti azzardare a pubblicare foto mie su fb!

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