IL PARTIGIANO MICKEY

Mike Bongiorno non è solo uno dei totem della televisione italiana. Mike Bongiorno non è solo un mostro della pubblicità. Mike Bongiorno ha una storia di resistenza, di fuga, di prigionia. Una storia di guerra.

 

Nel video che segue la storia del ‘Partigiano Mickey’ viene raccontatata dallo stesso protagonista. L’intervento è stato ripreso il 20 novembre al Circolo della Stampa a Milano.

 

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BONUS: LA MANCATA FUGA DEL PARTIGIANO MICKEY

 

Aprile 1944. Il partigiano Mickey guarda l’Italia dal finestrino di un treno che viaggia verso Domodossola. Deve raggiungere Briga, la Svizzera, sfuggire ai nazisti, al campo di prigionia. Il treno è tutto un preoccupato silenzio. Il partigiano Mickey pensa alla sua mamma - seduta lì, fianco a lui -, si chiede quando potrà rivederla una volta oltre la frontiera. Pensa ai suoi compagni, fratelli ma non troppo di un incosciente destino. Pensa a un anno prima, agli inizi della sua esperienza di resistenza sulle alture di Sauze d’Oulx, tra le amate montagne, dove solo qualche inverno fa dava battaglia nelle gare di sci. Tanto è successo, in così poco tempo: al posto delle racchette ora il partigiano Mickey maneggia le pistole. Ben presto, però, dalle montagne si sposta alle città: il partigiano Mickey, perfetto inglese perfetto italiano, è più utile laggiù. Il partigiano Mickey, passaporto americano nella tasca, torna così a fare il galoppino, quasi come ai tempi de La Stampa. La differenza, però, è sostanziale: ora il partigiano Mickey deve giocare a scacchi coi nazisti e nelle sue tasche non ci sono più i risultati della domenica ma messaggi fondamentali per la lotta partigiana. E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Non tutto, però, può durare in eterno e presto il partigiano Mickey è braccato: sul collo il fiato della Gestapo, la fuga unica via. Ma qualcuno tradisce. E, sceso da quel treno per potere scavallare le montagne che separano due nazioni, il partigiano Mickey cade nella trappola nazista. La fucilazione sarebbe l’epilogo naturale. Ma il partigiano Mickey è un ragazzo fortunato, dal passaporto fortunato. Se la fortuna si può chiamare una cella d’isolamento al carcere di San Vittore.

SE IL CAVALIERE FA CUCU’ TAKE MI AWAY - 066

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