IL PRONTO SOCCORSO
I sintomi: un orecchio tappato che fischia, vertigini e nausea. Sono in campagna dai nonni per Pasqua: mi tuffo nel Pronto Soccorso di Erba, fiducioso così di bypassare accoltellamenti e siringoni della mia Milano Fratricida. Orario di accettazione: 11 e 31. Codice bianco, e ci mancherebbe altro. Nove sedie in un’anticamera di sfighe pasquali: polso slogato (motorino), storte alle caviglie (calcio e disattenzione), qualcosa nell’occhio (giretto in moto), pressione alta (ipocondria). Niente di serio, aspetto sempre fiducioso. Aspetto quattro ore e mezza. Un po’ meno fiducioso mi accomodo sul lettino del dottor Spreafico che, intanto, mi guarda per un attimo l’orecchio. Diagnosi: “Deve andare da un otorino”. Grazie al cazzo. Mi spiega che non essendoci il reparto, a Erba lo specialista viene solo una volta alla settimana. E non è il giorno giusto. Quattro ore e mezza buttate nel cesso (di un pronto soccorso). Ma informare la gente al momento dell’accettazione? “Guardi, ascolti, qui specialisti per il suo caso non c’è ne sono: vada a Como, vada a Lecco, vada a fare in culo…”. E invece nulla. Con le pive nel sacco mi reco all’URP - stranamente segnalato - in cerca del mio capro espiatorio. Mi trovo davanti una porta chiusa. Aspetto (tanto, ormai…) un buon quarto d’ora prima di bofonchiare qualche sterile protesta. Poi esco, metto in moto la macchina e parto. Intorno a me c’è l’Italia.
I COMPLICI
Qualche estratto dall’introduzione de “I Complici” (sottotitolo, che spiega di cosa tratta il libro: “Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”) di Lirio Abbate e Peter Gomez. Niente più che un consiglio di lettura (9,50 Euro, Fazi Editori) in un Paese, l’Italia, che pecca di un’informazione quotidiana seria. Come dire, anche, non c’è solo Gomorra.
(…) Il principio di elementare prudenza che porta, nelle democrazie mature, a escludere ed emarginare chi ha amicizie discutibili, chi tiene comportamenti non trasparenti, in Italia non scatta mai. (…) Il garantismo deve valere nella aule di tribunale, dove l’imputato va condannato solo se è colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio. In politica invece deve prevalere il buon senso. (…) Dire di un amministratore locale o nazionale “però lo hanno votato, non ha senso. La scelta andava fatta prima, nei partiti, nelle sezioni, nelle segreterie. E lo ha ancora meno adess, da quando è in vigore una legge elettorale liberticida che impedisce ai cittadini di scegliere i propri parlamentari e li obbliga a fare una croce esclusivamente sul simbolo di un partito. Spiegava, già nel 1989, Paolo Borsellino: (…) Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindo è un uomo onesto!” (…)
SYMBELMINE ONO/ERI
Un rocker polticamente pessimista (clicca qui per visitarlo!) ha assegnato - lo si immagina strafatto di droghe sintetiche in una stanza extralusso del miglior albergo umbro - il Premio Symbelmine a Milano Fratricida. Per potermi fregiare del titolo - e del resto come potrei privarmene - mi tocca, da regolamento, segnalare altri sette blog da insignire con il riconoscimento. Eccoli qui:
- Zuluu perchè quotidianamente draga gli abissi della rete per proporre le sue chicche
- Untertage perchè, seppur in lingua tedesca, è scritto in maniera acuta e ricercata
- Il bell’Antonio perchè è fatto con metodicità e accuratezza che poco hanno a che fare con la rete
- Pilota di frasi perchè spazia con saggezza tra retorica trucida e motori
- Onemoreblog perchè non vota Filippo Penati
- Luca De Biase perchè anche se lo conoscono tutti è un gran bel blog
- Mondorazzo perchè magari si convince a tornare ad aggiornarlo
(008) “UNLESS YOU SING”
(10 punti)
1) Questo gruppo è tipicamente britpop
2) Chris Martin ha dichiarato che senza questo gruppo non sarebbero esistiti i Coldplay
3) “The invisible band” è l’album di maggiore successo di questo gruppo
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