BARACK OBAMA’S 30 MINS. TO AMERICA

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CREATIVI SI NASCE, CREATIVI SI DIVENTA

 Quanto è difficile fare pubblicità che sappiano lasciare il segno? Evidentemente troppo, almeno per molti. E allora quale metodo più facile ed efficace per avere successo nel campo dell’advertising se non scopiazzare bellamente le cose buone fatte da altri? Guardate sul sito di Joe La Pompe (QUI), dove campagne pubblicitarie divise da anni ed emisferi si trovano a essere analoghe, somigliarsi troppo, combaciare in tutto per tutto. Plagio o casualità? Il mistero rimane, ma a volte…

Questo sito è stato segnalato da Marx

IL SITO DI JOE LA POMPE:

www.joelapompe.net

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E’ TUTTA COLPA MIA

(ATTENZIONE: non riesco a fare funzionare al meglio questo video, sorry!)

video segnalato da Luca De Biase

MADUNINA STREET VIEW

L’ennesima stoccata di ‘Colossus Google’ si chiama Street View. Da oggi, infatti, è ufficialmente possibile viaggiare per le strade di Milano, Firenze, Roma a altri luoghi del Belpaese stando comodamente seduti nelle proprie calde stanzette. Con possibilità di zoomare, di girare lo “sguardo” a 360° e con molte altre opzioni per un servizio che nelle grandi metropoli degli Stati Uniti è attivo da tempo. Il capoluogo lombardo e parte del resto d’Italia, non senza polemiche, è stato mappato per filo e per segno quest’estate con delle ’Google-cars’ appositamente accessoriate (io ho avuto un incontro ravvicinato con una di esse quest’estate a Berlino). Gli scatti ottenuti dagli apparecchi installati sulle macchine sono stati georeferenziati, messi in rete e integrati al sistema di Google Maps. E subito è partito anche in Italia il giro di affari: la Regione Toscana ha intravisto tutte le potenzialità del mezzo e ha chiesto che siano mappate al più presto le sue città d’arte, mentre Tecnocasa ha dichiarato che non tarderà a inserirsi nel sistema per mettere le proprie offerte immobiliari “in Street View”.

(fonte: ansa)

PER APPROFONDIRE:

 

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AMARCORDLESS - 007 - ATARI LINX

 

surfare in double face…

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IL VICESINDACO E LA SUA VISIONE GLOBALE

Qui di seguito parte del comunicato stampa pubblicato da Riccardo De Corato (Pdl/An), vicesindaco di Milano e deputato parlamentare, sulle proteste degli studenti di questi giorni. Direi proprio che merita una Bafankiulo Edition!

“A differenza dei duecentomila studenti milanesi, tra scuole secondarie e universitari, che hanno preferito continuare a far lezione nelle aule, ancora una volta Milano è stato piegata da un’estrema minoranza di manifestanti, lo 0,5%, che hanno preferito ‘bigiare’ mandando in tilt la città con cortei non autorizzati, scimmiottando vecchi stilemi dei centri sociali, come quello di inveire contro le forze dell’ordine. E in questa pantomima non poteva mancare ‘un cattivo maestro’, che irresponsabilmente soffia sul fuoco”.

FONTE: ansa / FOTO: flickr

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IL PORTOSPIEDO DI KREUZBERG

Una rubrica di cucina di successo qual’è The Baked Chef non può esimersi dal mantenere costante uno sguardo d’insieme sui migliori ristoranti e bistrò europei, se non addirittura mondiali. Proprio per questo, sempre conscia della sua responsabilità nei confronti degli aficionados di enogastronomia, questa rubrica si munisce oggi di carta d’identità e si trasferisce in quel di Kreuzberg, il quartiere turco di Berlino (ex-Ovest). Kebab, falafel o baclava? Niente di tutto questo: oggi si parla della Casa Transmontana, uno dei migliori ristoranti portoghesi in Germania. Situato nella tranquilla Graefestrasse (a pochi passi dal ponte di Admiral), il Transmontana è caratterizzato da un ambiente un po’ spartano: tavoloni in legno, bancone da locanda del porto e macchina sputasigarette in bella vista. D’estate, comunque, obbligatorio è accomodarsi fuori sui tavolini e le panche sul marciapiede (la strada è molto tranquilla), dove non è difficile stringere conoscenze e magari amicizie effimere ma anche no. D’accordo caro baked chef, ma cosa ordinare? Il menu è composto sia da pesce che da carne: la nostra rubrica consiglia sicuramente la seconda (al massimo una tapas di mare d’introduzione…). Più precisamente lo Spiess (questo è il nome tedesco), uno spiedino di carni affumicate e verdure grigliate servito in una stecca metallica verticale che permette al grasso di colare sul piatto (simil-brasiliano, per intenderci, e forse non è un caso che il Brasile ai tempi dei conquistadores etc.). Insomma: una vera delizia! Come antipasto, però, non dimenticate di fare girare un churrizo - tipica salsiccia portoghese - accompagnato da olive verdi. Imperdibile poi la salsina all’aglio (e al diavolo gli incontri galanti!) da spalmare sull’ottimo panfocaccia mentre si attende (a lungo) per i main dishes. Il servizio, se magari ha il difetto di essere un po’ lento, è in ogni caso impeccabile e la cameriera molto ma molto gentile. Cosa bere con le splendide carni del Transmontana è presto detto: immergetevi nel magico mondo della Superbock e della Sagres, dissettanti birrette portoghesi. Dobbiamo organizzarvi la serata? Ok: presentarsi alla Casa Transmontana già verso le 19 e iniziare con calma (come detto il servizio non mette nessuna fretta) con qualche antipastino, ordinato in gruppo e uno per volta (il tempo è un treno che passa solo per chi ci pensa) . Mischiare il tutto con tanto malto e luppolo, eppoi aggredire lo/gli Spiess (uno per due potrebbe anche essere sufficiente…). Il prezzo? Sui 20/25 euro con ajuntina finale di un paio di bicchieri di buon Porto. Casa Transmontana, Graefestrasse 71 - 10967 Berlin (D). Tel. +49 30 69 81 42 00.

 

PER APPROFONDIRE:

- trova Graefestr. su Google Maps

LO ZUCCHERO DI BECKHAM

Sembra proprio che con educazione suonerò al campanello di David Beckham come riportato a pagina 657 del manuale del buon vicinato. secondo le ultime anticipazioni (a cui nei prossimi mesi ne seguirà qualche altro milione…), infatti, durante i suoi quattro mesi (che tristezza!) rossoneri lo Spice Boy risiederà in un appartamento in Via Amedeo d’Aosta, pochi isolati da casa mia. Se così sara, benvenuto a Milano Fratricida caro David, non potevi sceglierti zona più trucida: prostituzione (donne e trans), traffico (auto e droga) e poco altro negli immediati dintorni (Viale Abruzzi). Avrà scelto questa zona per il GS sotto casa (pessimo banco del pesce, però)? Oppure per poter sempre sbagliare il suo Negroni al mitico Bar Basso? In realtà sembra che a consigliarlo nella scelta sia stato Paolo Maldini (da sempre residente in Amedeo d’Aosta, dove - almeno fino a qualche tempo fa - risiedevano anche Gad Lerner e il mio amico Ciccio Wessel): l’ennesima dimostrazione della vecchiaia avanzata della leggenda rossonera. Altro che supersbarco glamour all’insegna del lusso, quindi: senza la moglie sembra proprio che David si darà al risparmio. Vi tengo aggiornati se lo incontro al lurido a degustare salamelle…

 

 

(FOTO: flickr / FONTI: corriere della sera - the sun)

 

PER APPROFONDIRE:
- Via Amedeo D’Aosta su Google Maps

- il sito del Bar Basso

 

 

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BALAGA IL VETTURINO

- Vieni, è arrivato Balaga.

Allora Anatol’ si tirò su, e andò in sala da pranzo. Balaga era un postiglione di trojka, che già da sei anni conosceva Dolochov e Anatol’, e li serviva coi suoi tiri a tre. Più d’una volta, quando il reggimento di Anatol’ era di stanza a Tver’, sul far della sera era partito con lui da Tver’, all’alba lo aveva fatto trovare a Mosca, e o aveva riportato in sede nella nottata successiva. Più d’una volta aveva portato in salvo Dolochov inseguito. Più d’una volta li aveva fatti scarrozzare per la città in compagnia di zigani e di “damine”, come Balaga le chiamava. Più d’una volta, a servizio di loro due, aveva investito, per le vie di Mosca, qualche persona, o qualche altra carrozza da nolo, e sempre era statto tratto d’impaccio dai “suoi signori”, come li chiamava lui. Più d’un cavallo aveva sfiancato portando loro. Più d’una volta, da lora, era stato picchiato, più d’una volta lo avevano fatto ubriacare con lo champagne e col madera, di cui era ghiotto, e più d’una marachella gli era nota, sul conto di ciascuno di loro, tale che a una persona comune avrebbe fruttato già da un pezzo la Siberia. Nelle loro orge accadeva spesso che essi chiamassero dentro Balaga, lo facessero bere e ballare nei locali degli zigani, e parecchie migliaia dei loro rubli erano passate fra le sue mani. Stando al loro servizio, venti volte l’anno lui rischiava la pelle e, lavorando per loro, faceva crepar più cavalli di quanto lo ripagassero in denaro. Ma i due gli piacevano, gli piaceva quel pazzo modo di correre a venti chilometri l’ora, gli piaceva far ribaltare un altro vetturino e metter sotto un pedone per Mosca, e volar via così di gran galoppo per le vie della città. Gli piaceva sentirsi alle spalle quel selvaggio gridare di voci ubriache: “Dagli! Dagli!” mentre già, più presto di così, era impossibile andare; gli piaceva allungare una frustata dolorosa sul collo di qualche contadino, che già più morto che vivo si tirava in disparte dal suo tiro a tre. “Veri signori!” pensava.

 

Lev Tolstoj - Guerra e pace (1869) - Sansoni

PER APPROFONDIRE:

- Lev Tolstoj su Wikipedia

- “Guerra e pace” su Wikipedia

- Spezzone del colossal (1968) su YouTube

- Il tradimento di Natasa (film recente) su YouTube

AVANTI, MARSCH!

La statistica parla chiaro: in media, da quando si pigia il bottone di accensione del nostro computer a quando si può effettivamente iniziare a smanettarci sopra, passano circa tre minuti. Non pochi, forse. Un’infinità, invece, per le grandi aziende che vivono nella fottuta era filosofica de “il tempo è denaro”. Negli Stati Uniti, quindi, diverse grandi compagnie (tra le quali, sicuramente, anche quella del buon Dilbert…), stanno per lanciare sul mercato dei dispositivi ad hoc per ridurre questo tempo di attesa e guadagnare in questo modo qualche decina di secondi di operatività dei nuovi schiavi ben pagati. Hewlett Packard e Dell, per esempio, secondo il New York Times, stanno per immettere in commercio gadget e software in grado di consentire l’utilizzo dei computer entro 30 secondi dall’accensione. Uno dei sistemi consente di disporre immediatamente delle mail e del browser internet, mentre intanto vengono caricati gli altri programmi. Come dire: uno sguardo a facebook mentre si carice Excel.

 

(FOTO: flickr / FONTI: ansa washington - new york times)

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