IMMORTALI: GEORGE FINIDI

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LIVERPOOL-INTER 2-0

Io domani gufo il Milan…

IN DIFESA DI UN LEGGENDARIO CORNUTO

Segnalo a tutti gli appassionati di natura e di animali un mio intervento in difesa del cervo bianco andato in onda lo scorso 13 febbraio all’interno del Gr Iulm. Qui trovate la versione ascoltabile con Windows Media Player: il mio intervento è dopo circa tre minuti. Preserviamo la specie, buttiamoci a man bassa contro i bracconieri! (Da notare il tono divulgativo…)ASCOLTA QUI

HOMO CROMO - 009

BOLSCEVICO OPERAIO DIVENUTO IMPERATORE FELICE
(2000 - 1,5 Euro)

IL PIU’ FORTE CALCIATORE DEL MONDO

Il mio parere? Ronaldo è senza ombra di dubbio il più forte calciatore del mondo. Dal giorno del “grande tradimento” che lo portò ad abbandonare chi lo aveva aspettato, curato e amato come nessuno, molti interisti cercano invano di guardare con indifferenza, a volte con antipatia e pure con un pizzico d’odio, le gesta del Fenomeno. Un calciatore unico che è stato capace di farli sognare come nessuno. Di sedurli e abbandonarli per “ciullarsi” infine il peggiore nemico. La maggior parte di questi tifosi, lo dico con certezza, fingeva, simulava. Un odio, ma soprattutto un’indifferenza, veramente impossibili. Lo si è visto dopo quello che è successo mercoledì sera quando, da tre minuti in campo contro il Livorno, al Fenomeno ha ceduto il tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Ed è tornato, subito e per tutti, il più grande campione del nostro calcio, così fragile e così sfortunato. Prima le lacrime. Poi la barella. Tutto è uguale. Con Leonardo la corsa in ambulanza verso il Galeazzi: i primi accertamenti. “E’ tutto come l’altra volta” - dice sicuro Ronaldo. E infatti è così. La risonanza magnetica: rottura totale del tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Il ritorno a casa, su un’auto grigia, in compagnia della fidanzata e di Leonardo. Una ventina di tifosi che, rimasti ad aspettarlo fuori dall’ospedale, lo salutano con degli applausi. Poi, la mattina dopo, in volo verso Parigi. E nel pomeriggio un’altra cicatrice, dannatamente speculare a quella che da otto anni campeggia sull’altra gamba. Tempi di recupero? Solitamente da nove a dodici mesi. “Se ha voglia, uno come lui, può metterci anche di meno”. Se ha voglia…

UN INCROCIATORE GRIGIO A TRIESTE

E’ questa la più pazza costa dei nostri mari, mediterranea e insieme nordica, i colori smorzati come sulla costa del Baltico ma d’improvviso sfavillanti più che nel sud, con sfoghi e accensioni inattese, luci crude e bianche o d’argento, scogliosa, ventosa, selvatica.

Trieste è tragica. La sua passione per l’Italia è invincibile. Ma unita all’Italia essa trova perpetui motivi di sofferenza.


La luna di Parigi, tutta disegno, quasi giapponese, se è rossa; scintillante, se è bianca, elegante come una gemma. La luna patetica di Milano; quella da abazia, sepolcrale, che si riflette nel Tamigi. La luna di Trieste, sentimentale, ottocentesca; si accorda con il grigio dell’incrociatore, con il bianco del molo e con il moderato neoclassico della città.

 

Guido Piovene - Viaggio in Italia (1957) - Baldini&Castoldi

[foto: flickr]

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MANTOVA

Sui ricordi delle delizie del ducato e del principato si distende sempre più spessa la coltre della vita di un centro agricolo. Le delizie diventano sempre più segrete, remote, e direi s’incavernano sempre più: per trovarle bisogna sottrarsi a un mondo, scavalcare una soglia. Passato e presente non sono mischiati in Mantova come in altre città; la divisione è netta; Mantova è una città viva che reca dentro di sè una città morta.

 

Il meglio di Mantova è chiuso, i suoi paesaggi sono interni come quelli dell’anima.

 

Uno dei luoghi poetici della città sono le logge del Palazzo Ducale da cui si contempla il lago d’acque stagnanti derivanti dal Mincio. Servì come sfondo alla Morte della Vergine di Andrea Mantegna che si vede al museo del Prado. La fantasia può partire di qui per rievocare la provincia di Mantova quand’era quasi tutta una terra sterile, palude o, come dice Dante, pantano. E’ un saggio del tempo che fu, quasi conservato in vetrina. Non vi sono più terre sterili, e quasi tutta la provincia è messa a coltura.

 

Guido Piovene - Viaggio in Italia [foto: flickr]

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Rembrandt: CENA IN EMMAUS (1648)

CEVICHE DE PESCADO: I COMMENTI

(ATTENZIONE: nel vecchio sito questo post faceva riferimento alla storia sul ristorante cinese / peruviano che si trova ora nella sezione “tracce di storia”:

il post viene conservato per potere fare lo stesso con i commenti!)