ULTIMO GOL: CHI SEGNA VINCE…
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pensieri e cronache da una città trucida
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Skype esce dal mondo dei computer e della banda larga ed entra nel telefonino, grazie ad un accordo mondiale con “3″ annunciato oggi. L’offerta commerciale si chiamerà “3 Skypephone” e diventerà attiva nei prossimi giorni. Oltre alle chiamate tradizionali, farà parlare gratis e chattare con gli altri utenti Skype. L’obiettivo di Skype, dice il responsabile dell’accordo Enrico Noseda, è “far crescere la base utenti puntando a monetizzare con offerte di servizi a pagamento”.
Ansa
23 ottobre 1969: Paul McCartney smentisce ufficialmente, con un paio di dichiarazioni (una radiofonica), di essere un sosia del vero McCartney, morto in un incidente almeno due anni e mezzo prima (secondo alcuni, proprio il 23 ottobre del 1966). Una leggenda che di seguito ricostruiamo, più che altro con la passione dei crittografi che di quelli che ci credono realmente. La data non è certa, ma Epstein è ancora vivo. Una sera viene svegliato da una telefonata. E’ la EMI. Gli dice di correre subito presso un incrocio non ben definito. Là si sarebbe consumata la tragedia. Paul McCartney giace morto, secondo alcune versioni addirittura decapitato. Un incidente in macchina ha posto fine alla sua vita. Epstein non può credere ai suoi occhi. Il gruppo che ha portato al successo è finito. L’incredulità lascia presto spazio al pragmatismo. Gli viene una brillante idea. Fa seppellire Paul e ingaggia subito un sosia che viene ritoccato con l’ausilio della chirurgia plastica. Agli altri non bisognerà dire nulla. John, all’epoca ancora felicemente sposato e consumatore di droghe solo in modiche quantità, fiuta comunque che qualcosa non funziona in questo simulacro dickiano di McCartney. Così, dopo poco convoca Epstein che si trova costretto a confessare. Ebbene sì, costui non è Paul. Da questo momento per Lennon comincerebbe una sorta di gara semiotica per rendere le persone in grado di scovare la verità dietro a tutto questo inganno. In Rete c’è da perdersi navigando tra i siti che riportano gli infiniti indizi disseminati da lui per informarci dell’avvenuta morte del Macca. Fra i tanti, la copertina descritta prima di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band ne sarebbe un ricettacolo. Immaginatela come le decorazioni di un funerale: quello di Paul, naturalmente. Egli si erge ieratico come una mummia egizia. Il resto del complesso guarda, commosso, la tomba. Paul ceruleo conforta addirittura Ringo. La scritta in fiori, guardata con attenzione, recita “Be at LESO” e non “Beatles” come sarebbe da stupidi aspettarsi. Leso sarebbe una località del Sudafrica dove sta, appunto, sepolto il bassista. C’è però molto di più. Sistemando uno specchietto al centro della scritta “Lonely Hearts” come a volerne nascondere la metà inferiore, riusciamo a leggerc nella parte superiore riflessa “1 ONE 1 X HE | DIE”. Naturalmente, sopra “He Die”, egli muore, si trova Mc Cartney. Prendiamo poi la copertina di Abbey Road, famosa, imitatissima. Paul è l’unico scalzo. Il suo passo è asincrono rispetto a quello degli altri. Fuma con la mano destra, mentre lui è notoriamoente mancino. Il maggiolino famoso sulla sinistra (si narra che non si riuscì a trovarne il proprietario nel momento in cui si decise di realizzare la session fotografica) ha la seguente targa: LMW281F. Secondo accreditati perdigiorno le prime tre lettere rapresenterebbero l’acronimo di Living Me Was e il resto si leggererebbe semplicemente 28 if. Tradotto nella lingua di Dante: “se non fossi morto avrei 28 anni”: un macroscopico errore anagraficoo, comunque, visto ce Paul è nato nel 1942. C’è però un’altra versione: qui LMW diventa invece Linda McCartney Weeps, cioè Linda Piange oppure è vedova, widow. Una trovata di pessimo gusto, oltre che storicamente falsa. Non mancano a tali vertiginosi giochi semantici degni del Pendolo di Foucault di Umberto Eco anche i riferimenti ai testi delle canzoni. Intanto, A Day In The Life, con il suo rimando alla lettura dei giornali e all’amarezza per la morte di una persona in un incidente stradale, non sfugge alla regola. Peccato che il motore del tutto fosse la tragica scomparsa dell’amico Tara Browne. Pure Billy Shears (cioè Billy’s Here, Billy è qui) ritrova qui una nuova collocazione: si tratterebbe del sosia/rimpiazzo di Macca, tal William Campbell. E’ un universo affascinante che non fa altro che riconfermarci l’importanza che i Beatles hanno occupato e continuano ad occupare nelle vicende, non solo artistiche, della popular culture. Sono comparse talmente tante storie sul quartetto che risulta difficile credere ciecamente alla prima che si incontra. C’è da pensare, ironicamente, che se la morte di Paul fosse realmente avvenuta, oggi Ringo Starr sarebbe l’unico sopravvissuto a testimoniare dell’esistenza della band.
John Vignola per KatawebMax Frisch, Homo Faber (1957) - Universale Economica Feltrinelli
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