TAKE MI AWAY - 052

Piazza Castello
flickr

I WANT YOU FOR LEGO WRESTLING FEDERATION!

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BASE USA A FORMA DI SVASTICA… ma si può???

La foto catturata da Google Earth è esaustiva. Dentro il cerchio rosso una caserma della US Navy in California. Costruita nel 1967, la Marina spenderà presto oltre mezzo milione di dollari per modificarne la forma. Ma l’esercito più forte del mondo non guarda le planimetrie dei progetti che lo riguardano prima di iniziare a costruire? Gli Stati Uniti non smetteranno mai di stupire…

RAPANTE! RAPANTE!

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CROWD AND NOISE AT THE BACKSTAGE

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COBITREDICI PER IL SOCIALE… wow!

La Fondazione “Aiutare i Bambini” ha messo sulla homepage del suo sito il video di un servizio su di essa da me prodotto qualche mese fa per il Tg di Canale Italia. L’argomento trattato è il progetto “Un nido per ogni bambino” che si ripropone, nel suo piccolo, di mettere la parola fine alla vergognosa situazione degli asili nido italiani (pochi, pochissimi e brutti). Check it out!

LINK ALLA PAGINA DELLA FONDAZIONE

QUALCUNO HA SAPUTO FARE MOLTO PEGGIO…

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Resta da capire se sia la modella o il giornalista…

TAKE MI AWAY - 051

Piazza Duomo
flickr

E LO SLOW MOTION FATEVELO DA SOLI…

(ATTENZIONE: questo video è fruibile su MF.BLOGSPOT!)

Disavventure del mestiere. Alla sfilata di Agatha Ruiz De La Prada (Amica di Milano Fratricida 005, tra l’altro…) una delle modelle incappa nel più classico degli imprevisti. Proprio come un portiere che con un colpo di reni devia la palla in corner evitando un gol, la giovane ragazza si salva con un riflesso fulmineo. Complimenti? Mannaggia?

VIRGIN, FLICKR E LA RAGAZZINA TEXANA

Contraddizioni della globalizzazione e delle nuove tecnologie. La divisione australiana del provider telefonico Virgin Mobile è stata denunciata da una famiglia del Texas per aver utilizzato in una campagna pubblicitaria una foto della figlia presa da una galleria di immagini su Flickr (…). Riportata dal sito del quotidiano australiano Sydney Morning Herald, la notizia presenta ancora qualche punto oscuro, ma sembra aggiungere nuovi elementi al generale corto circuito tra informazione, copyright e tutela della privacy causato dalla diffusione di Internet e di tecnologie digitali sempre più interconnesse e globali. Secondo quanto riporta l’Herald, la foto – in cui si vede una ragazzina dai tratti asiatici fare il gesto della vittoria con una mano – sarebbe stata scattata da un assistente sociale lo scorso aprile e pubblicata su Flickr con una licenza di copyright della famiglia Creative Commons, che ne permette l’utilizzo anche a scopi commerciali, se accompagnato dall’attribuzione della foto all’autore. Dopo pochi mesi, l’immagine della ragazzina è apparsa su Internet e su manifesti stradali nelle principali città australiane, nell’ambito di una campagna promozionale di Virgin Mobile, accompagnata dagli slogan del gestore telefonico e da un riferimento alla pagina di Flickr da cui è tratta. La famiglia della ragazza ha denunciato sia Virgin Mobile che Creative Commons, con l’accusa di “aver causato alla figlia dolore e umiliazione, utilizzando la sua immagine senza consenso su Internet e su cartelloni pubblicitari”. A indispettire la famiglia è stato anche l’uso dello slogan “free text virgin to virgin”, ritenuto allusivo e degradante. I dubbi sollevati dalla vicenda sono parecchi. Alcuni riguardano le licenze Creative Commons, che sono nate per aggiornare ai tempi digitali le vecchie norme sul diritto d’autore ma sembrano ancora ben lungi dall’aver raggiunto un risultato univoco e privo di contraddizioni. Nel caso di una pubblicità, per esempio, basta il “via libera” dell’autore della foto o una compagnia deve chiedere anche il consenso delle persone raffigurate? E l’attribuzione dell’opera si limita all’indirizzo di un sito Internet o esige il nome corretto dell’autore? Altre questioni sono legate ai comportamenti fin troppo disinvolti in tema di privacy e nuovi media. Quelli delle società che non si fanno troppi scrupoli a utilizzare senza chiedere il permesso immagini (e dati sensibili) reperiti su Internet; ma anche quelli dei cittadini che questi dati e queste immagini li mettono a disposizione a cuor leggero su siti pubblici e ad accesso universale come Flickr o i blog. Se si aggiunge la mancanza di una regolamentazione che gestisca la materia su basi trasnazionali, si può prevedere che casi come quello che vede coinvolta la ragazzina del Texas, la compagnia telefonica australiana e una foto su Flickr potrebbero diventare in futuro sempre più frequenti.

Luca Castelli per La Stampa