ACROSS NORWAY - SANTA MARADONA
- a Petrus Film Production -
MILANO FRATRICIDA CHIUDE PER FERIE…
Milano Fratricida, seguendo buona parte dei suoi concittadini, saluta tutti e chiude per ferie. Mare, montagna o campagna? Io me ne scappo in Irlanda! Ci si rivede tra qualche settimana, sperando di essere tutti un po’ più colorati e un po’ meno trucidi.
Questo il risultato del sondaggio lanciato online qualche settimana orsono. I dati sono altamente significativi grazie alla superba partecipazione da parte degli internauti (ben 11 i voti registrati!). Alla domanda “Ma Milano è veramente Fraticida?” il popolo della rete ha così risposto, solidificando le basi di questo sito:
- Che domande, ma certo! 45%
- Ora che me lo chiedono mi pare di yes. 27%
- Non so / non rispondo. 0%
- Bof! C’è di peggio amigo. 9%
- Ma va! Questa è una calunnia. 18%
Milano, numeri alla mano, è davvero Fratricida!
MILLE LACRIME SUI VISI
Piangere per disperazione, per felicità, oppure senza motivi. Piangere a dirotto, ridendo, o appena con gli occhi lucidi, velati di lacrime. Un sito ormai raccoglie i ritratti di decine di persone che hanno deciso di esporsi in un momento di grande intimità per contribuire ad una nuova performance artistica, in chiave moderna. Si chiama «I’m too sad to tell you» e si ispira direttamente a una performance artistica del 1970 firmata dall’olandese Bas Jan Ader. Un film in bianco e nero, muto, in 16mm, che ritraeva l’artista di fronte alla cinepresa mentre piangeva a dirotto, senza ragione. Da qui l’idea di crearne una versione aggiornata, su Internet. Il risultato è sorprendente. Centinaia di persone hanno aderito inviando i propri autoscatti che li immortalano in momenti di gioia o di tristezza, o pure di semplice sfogo. In fondo, piangere fa bene.
Alessandro Grandesso per Corseralink - IM TOO SAD TO TELL YOU
IL TRISTE ERASMUS DEI CALCIATORI ITALIANI
In un controverso spirito nazionalista, trovo esagerato l’esodo che sta spingendo sempre più talenti pallonari nostrani ad esperienze in squadre e campionati esteri. La storia è diversa da quella che narra la trasmigrazione dei nostri giovani e bravi ricercatori scientifici e sicuramente meno tragica, ma merita comunque qualche riga di riflessione. Occorre innanzitutto fare qualche distinzione. Vada per Cannavaro e Zambrotta, esperti fuoriclasse che vinto il Mondiale e travolti da Moggiopoli, decisero un anno orsono di accasarsi in templi calcistici come Santiago Bernabeu e Camp Nou. Vada per gente come Toni, Grosso, Lucarelli e De Sanctis (ottimo portiere): la prospettiva di giocare le coppe o di guadagnare un bel gruzzoletto di euri in uno dei loro ultimi contratti è del tutto legittima, come legittimata dai tempi che corrono è la scelta dei club nostrani di non svenarsi, in un momento non facile, per accaparseli. Ma Giuseppe Rossi, no! E Rolando Bianchi, neppure! Talenti in erba, possibili trascinatori futuri della casacca azzurra (mentre la vecchia guardia abbandona la Nazionale) e giocatori dal presente già solido (molto più che scommesse, numeri alla mano) avrebbero dovuto continuare a giocare in Serie A. Perchè avrebbero fatto comodo a molte squadre. Perchè i loro ingaggi erano al livello di molti mediocri stranieri che militano nelle maggiori società tricolori. Perchè vedere Giuseppe Rossi con la maglia gialla del Villareal e Rolando Bianchi con quella azzurra del Manchester City è assurdo, specie in un campionato in cui tornano alla ribalta società ambiziose come Genoa e Napoli (tralasciando la Juventus). Unica isola felice sembra essere Firenze, dove sotto gli occhi del coach Prandelli crescono giovanotti (anche stranieri) di sicuro avvenire. Investite sui giovani, grandi e medi presidenti! Investite sugli italiani! Rossi, Bianchi e, in futuro, anche Verdi! Per alzare ancora la Coppa più bella…

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