BEYOND THE CLOUDS - AL DI LA’ DELLE NUVOLE

Michelangelo Antonioni al Festival di Venezia del 2001

AMARCORDLESS - 003 - Swatch Scuba Happy Fish

A TEMPO DI OCEANO SVIZZERO

AMICI DI MILANO FRATRICIDA - 024

LA CICA LATINA (2)

AMICI DI MILANO FRATRICIDA - 023

LA CICA LATINA (1)

LA VECCHIA E IL MARE (DEI SUOI BADANTI)

La polizia, messa in allarme da alcuni vicini, l’ha trovata legata al letto, sofferente. Un’anziana di 80 anni, malata di alzheimer, era stata lasciata in quelle condizioni da una coppia che veniva pagata per assisterla. E’ accaduto a Terni. La donna è stata ricoverata in ospedale e ha soprattutto problemi di disidratazione, considerando che non ha potuto bere per un’intera giornata e che ieri faceva molto caldo. I due “badanti”, ternani intorno ai 40 anni, sono stati arrestati con le accuse di sequestro di persona, maltrattamenti e altri reati. L’anziana, che vive da sola, era stata affidata alla coppia che la ospitava e l’assisteva e che per questo veniva pagata. Ieri mattina i due avevano deciso di andarsene al mare. Nel pomeriggio i vicini avevano sentito dei lamenti provenire dall’appartamento e ne avevano parlato con una poliziotta che abita nella zona. Questa aveva chiamato i colleghi della volante. Gli agenti, verso le 18, entrando da una finestra, avevano trovato l’anziana legata al letto con pezzi di spago in tre punti, ai piedi, al bacino e alle braccia. Era cosciente e ha parlato con i poliziotti. In ospedale, dove è stata subito portata per accertamenti, i medici hanno riscontrato problemi di disidratazione. Le indagini sono state svolte dagli agenti della squadra mobile di Terni, diretti dal dottor Luca Sarcoli. Quando i due ternani la scorsa notte al loro rientro a casa sono stati fermati indossavano ancora i costumi da bagno.

ITALIAN COMEDY - L’ONOREVOLE E IL VIZIETTO

Una storia fratricida, da raccontare per chi non l’avesse già letta sui principali giornali e siti d’informazione. Una storia fratricida, figlia di questa Italia balorda. Tutto si svolge all’Hotel Flora, 5 stelle lusso situato nella storica Via Veneto a Roma. L’albergo della Dolce Vita felliniana, l’albergo dei paparazzi. E’ da una delle supersuite che, sabato sera, parte una chiamata per il 118: “Mi sento male, molto male. Sono all’Hotel Flora”. Ad effettuarla una ragazza sui 30 anni circa, reduce, tutto porta a quello, da un festino a base di cocaina, alcool e sesso. Tutto della norma, direte voi. Ma c’è il colpo di scena. Perchè, tra infermieri bisognosi di sapere cosa avesse ingerito la ragazza e inquirenti desiderosi di sapere chi le avesse dato quelle sostanze da ingerire, la donna è costretta a raccontare nel dettaglio l’accaduto. C’era un’altra ragazza, almeno, e la stanza era intestata ad un… parlamentare. Un party riservato, per il piacere del signor onorevole. Per 24 ore tutto sembra tacere circa l’identità del deputato: poi, il giorno dopo, il sorprendente outing. “Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici”. Ad arrampicarsi sugli specchi è tal Cosimo Mele, 50 anni, una moglie e tre figli, nato in provincia di Brindisi e in quel collegio eletto nelle liste dell’Udc. Al suo primo mandato, negli archivi dell’informazione politica Mele è ricordato per dichiarazioni sulla necessità di difendere «la nostra identità cristiana». È anche cofirmatario della proposta di legge per la pubblicità sull’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari. Alle agenzie ha poi ricostruito la notte del festino. «La signora l’ho conosciuta a cena, al ristorante Camponeschi, presentata da amici», dice Mele nella sua ricostruzione della serata allegra che rischia di cambiargli la vita. «No, non sapevo fosse una prostituta», ribadisce più volte, poi ammette di averlo capito «ad un certo punto» e di averle fatto «un regalino» (sulla cifra preferisce sorvolare). Nega però di aver visto girare cocaina, o qualsiasi altra sostanza stupefacente. «Forse ha preso pasticche. Che ne so, io dormivo!». Nega anche la presenza della seconda ragazza. “Io dormivo!”. Il lussurioso onorevole si è quindi dimesso dal suo partito bacchettone. Nessuna intenzione invece, per ora, di dimettersi da deputato. Dalla Camera alla camera il passo è breve. Eppoi, in fondo, nessuno si è stupito troppo di quanto è accaduto. La parola d’ordine, sempre e comunque, rimane non lasciare mai la propria poltrona (per la felicità degli elettori cattolici praticanti dell’Udc). Ma il marcio non c’è solo in Danimarca!
MF

AMICI DI MILANO FRATRICIDA - 022

IL LUIGIN COL TALENTO

INDAGINE SOCIOLOGICA DE LA STAMPA

Lo storico quotidiano torinese “La Stampa” ha pubblicato recentemente i risultati di un’interessantissima indagine sociologica che approfondisce i meccanismi, spesso inconsapevoli, del topless in spiaggia. Veramente sconvolgente, anche se i riscontri scientifici dello studio non li ho letti con troppa attenzione…

CLICCA QUI E LEGGI I RISULTATI DELL’INTERESSANTISSIMA INDAGINE

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BILOCALE TERMOAUTONOMO ZONA CENTRALE

Una delle principali attrazioni di Bucarest è la monumentale Casa del Popolo (oggi Palazzo del Parlamento), fatta erigere dal dittatore romeno Nicolae Ceausescu: a pianta rettangolare (220 x 240 metri), raggiunge gli 84 d’altezza. Alla sua realizzazione pare abbiano lavorato 400 architetti e oltre 20.000 fra operai (si dice tutti prigionieri politici o comuni) e uomini della Securitate, la famigerata polizia di regime. Si calcola che siano stati usati fra l’altro 700 carichi di marmo della Transilvania, 2 milioni di tonnellate di sabbia, 550 mila di cemento, 3.500 di cristallo e di pellami più un incalcolabile chilometraggio di tappeti e stoffe. Nelle sue stanze, che sono oltre 3.000, sarebbero disseminati ben 2.800 candelabri, di cui uno del peso di 4,5 tonnellate. Ceausescu non riuscì a prenderne possesso: venne giustiziato prima che i lavori fossero finiti.

AMARCORDLESS - 002 - Reebok Pump

PASSEGGIARE CON IL POWER-UP