BISTECCONE, GLI ABBAGNALE E PEPPINIELLO
(ATTENZIONE: video rimosso. Cercate su YouTube le indimenticabili telecronache olimpiche di Galeazzi sulle gare di canottaggio dei fratelli Abbagnale)
pensieri e cronache da una città trucida
(ATTENZIONE: video rimosso. Cercate su YouTube le indimenticabili telecronache olimpiche di Galeazzi sulle gare di canottaggio dei fratelli Abbagnale)
E’ morto il papà delle figurine. L’editore Franco Cosimo Panini, 76 anni, si è spento nella tarda mattinata a Modena. Assieme ai fratelli Giuseppe, Umberto e Benito, negli anni Sessanta fu il protagonista della nascita e dello sviluppo della celebre impresa specializzata nella produzione di figurine per ragazzi. Dal 1989, quando l’azienda venne ceduta, Franco Panini continuò in proprio l’attività di editore, e creò il gruppo editoriale che porta il suo nome: l’attività spazia dalle edizioni per ragazzi, a Comix, fino alle pregiate edizioni della Biblioteca Impossibile, con le riproduzioni in facsimile dei più celebri e irraggiungibili codici custoditi nelle collezioni internazionali. Franco Cosimo Panini era nato a Pozza di Maranello: iniziò la sua attività a 12 anni, come garzone nell’edicola giornali di famiglia, in pieno centro a Modena. Fu poi assunto in banca nel 1953, ma lasciò l’incarico dieci anni dopo per dedicarsi all’azienda di figurine, assieme ai fratelli. Dal 1970 iniziò a occuparsi dello sviluppo internazionale della società, fondando e presiedendo undici società con il marchio Panini, nei principali Paesi del mondo. Quando le edizioni Panini furono cedute al gruppo Maxwell, nel 1989, Franco Panini acquisì la divisione libri. La casa editrice (che comprende anche la Franco Panini ragazzi, che pubblica le storie della Pimpa, e Comix, con la nota agenda umoristica) è specializzata in edizioni d’arte e di approfondimento culturale, e ha come fiori all’occhiello la collana Mirabilia Italiae e le edizioni della collana La biblioteca impossibile. Per i meriti acquisti nella promozione e diffusione dell’arte, nel 2003 il presidente della Repubblica lo aveva nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. Franco Cosimo Panini lascia la moglie Emilia Spalanzani, e cinque figli, Laura, Silvia, Maria Teresa, Lucia e Luca.(ATTENZIONE: questo video è stato rimosso. Mostrava una parte delle centinaia di gol segnati da Alessandro Tovalieri)
Predrag “Sasha” Danilovic è nato a Sarajevo il 26 febbraio 1970 ed è stato uno dei più forti e vincenti cestisti serbi degli anni ‘90, ritiratosi dalla carriera agonistica alla vigilia della stagione 2000/01, poco dopo le Olimpiadi di Sydney, tanto da far pensare a una età dichiarata inferiore a quella reale. Guardia tiratrice purissima, s’è mostrato agli occhi dell’Europa cestistica con la maglia del Partizan Belgrado, in cui ha esordito nel 1989 lasciandolo tre stagioni più tardi, nell’estate ‘92, poco dopo aver vinto l’Eurolega, la massima competizione europea per club. Lo ingaggiò la Virtus Bologna, squadra in cui è esploso e ha passato il periodo più lungo della carriera, seppur in due tempi. Nel primo, conquista tre scudetti in tre anni (93-94-95); nel secondo, riconquista immediatamente lo scudetto (98) e regala alla Virtus la sua prima Eurolega. Di mezzo, la parentesi è tra i professionisti americani. La NBA lo aveva infatti scelto nel 1992, come 43esimo giocatore, chiamato dai Golden State Warriors. I diritti su di lui vennero poi ceduti, nell’ambito della trade per Rony Seikaly, ai Miami Heat, che nell’estate del 1995 lo convinsero a lasciare Bologna e provare l’avventura nella Lega più importante del mondo. Nelle sue due stagioni negli Stati Uniti ha giocato 75 partite, tenendo una media di 12.8 punti con il 38% da 3. Ceduto dai Miami Heat ai Dallas Mavericks durante la stagione 1996-1997, di lui si ricordano due prestazioni in particolare, entrambe con la maglia rossonera: i 30 punti segnati ai Phoenix Suns il 9 dicembre 1995 e il 7/7 da tre realizzato contro i New York Knicks al Madison Square Garden il 3 dicembre del 1996. Realizzatore, leader, in una parola vincente, la pallacanestro italiana rimarrà per sempre legata a un suo gesto tecnico, che segnò la finale scudetto del 1998. Nella gara decisiva contro la rivale cittadina, la Fortitudo Bologna, Danilovic realizzò, a 16 secondi dalla fine della gara, un tiro da tre subendo il fallo di Dominique Wilkins, realizzando poi il tiro libero aggiuntivo. La Virtus era in svantaggio di 4 punti e con quella giocata impattò la gara, raggiungendo il tempo supplementare e vincendo poi il titolo. Verrà ricordato per il suo carisma, senso di autorità e allo stesso tempo umiltà e spirito di squadra, nonchè la freddezza nei momenti più caldi, oltre che il rispetto, se meritato, per l’avversario. E’ stato solito ripetere che non aveva bisogno di parlare e fare commenti, perchè per lui statistiche e palmares erano già eloquenti.Da Wikipedia, l’enciclopedia libera
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