SAN MICHELE SERRA
Di seguito l’Amaca di Michele Serra pubblicata su pensieri e cronache da una città trucida
Di seguito l’Amaca di Michele Serra pubblicata su
“La campanella è suonata bambini, si va tutti al self-service!”. Suonerà più o meno così in futuro il richiamo al rancio delle maestre degli asili e delle scuole milanesi fino alle secondarie (le medie, dette con la da poco vecchia ma già rimpianta denominazione “classica”). Dopo averlo sperimentato per quasi due mesi su sette istituti sparsi per la città, infatti, la giunta comunale sembra intenzionata ad eliminare il vecchio scodellamento dalle mense in favore del sistema a self-service. Cibi sempre caldi, possibilità di diete personalizzate (per esempio per ragioni etnico-religiose o di salute) e maggiore igiene i motivi principali dell’inversione di tendenza, nata anche dalle pressioni che continui scandali circa l’igiene delle mense hanno comportato sulla questione. Per i bambini sembra una pacchia: in un mese, promette la società appaltatrice del progetto, gli scolari non mangeranno praticamente mai lo stesso piatto. Un bel business, quello dell’impresa di proprietà comunale (capace di fornire oltre 80′000 pranzi al giorno e attiva anche nel campo dell’assistenza per gli anziani), che centralizzerà l’arrivo delle derrate alimentari in unico magazzino, per poi distribuirle alle varie cucine da cui partiranno i furgoncini frigoriferi in direzioni degli istituti d’istruzione. Per il bambino, “foraggiarsi” tramite self-service, significherà anche maggiore responsabilizzazione, per esempio nello smaltimento corretto dei residui di cibo (umido, carta, etc.). La dieta seguita, e non poteva essere altrimenti, è quella (ormai mitica) mediterranea, la più indicata per fornire all’organismo le giusta quantità dei vari elementi nutrizionali. Ma la sfida non è solo nell’inseguire il più giusto apporto delle sostanze nutritive, bensì nel cercare di miscelare con essa una sana dose di edonismo del palato e un cospicuo pizzico di responsabilità (nella scelta e nelle quantità) al giovane essere umano sempre più piccolo e inconsapevole impiegato in erba.
Quasi come nell’antico Egitto, dove i faraoni facevano mozzare la lingua ai prigionieri di guerra per avere un facile strumento di conta dei futuri schiavi. Tutto succede alla scuola primaria Luigi Cadorna di via Carlo Dolci, in zona San Siro a Milano. Un istituto come tanti altri in un quartiere popolare della città, dove la percentuale di alunni con genitori stranieri è in costante aumento. Il sanguinoso incidente accade mercoledì 21 gennaio, anche se i mass-media lo riprendono soltanto sei giorni a partire da un articolo apparso sul “Corsera”
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