FREE LOVE, SEXUAL REVOLUTION

The Harrad Experiment è una pellicola del 1973 che parla di rivoluzione sessuale e di amore libero, temi scottanti in quel irripetibile periodo della storia americana. Tra i protagonisti un giovanissimo Don Johnson (Miami Vice, il telefilm), una bellissima Tippi Hedren (Gli Uccelli e Marnie di Hitchcock) e, in un cammeo, la giovanissima e stupenda Melanie Griffith (figlia della Hedren e futura moglie di Johnson). Buona visione!

 

 

TRA UN TRIBUNALE E UN ALTRO

Se non lo avete mai fatto, soprattutto se vi siete persi anche il film. Leggete la storia di Johnny Cash. Sentite i suoi concerti da San Quentin e dal carcere di Folsom. Scoprite sua moglie, June Carter, e il suo contrabbasso e la sua batteria. La voce di Johnny direttamente dall’oltretomba. La sua ironia terrestre, le sue origini sincere. Compagnone di Elvis, eppure così diverso. Country è troppo poco. Country è troppo. Spoon River non è altrettanto.

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SPIDER MAN(Z)

Quando si siederà infine sulla panchina nerazzurra? Lo sanno tutti, in fondo: fin da quando ha stupito con il Catania - disfandosi di parte della sua reputazione tragicomica - il destino di Walter Zenga è stato scritto. Presto o tardi Massimo Moratti gli regalerà una chance. Per la gioia dei tifosi allo stadio che - viziati perintanto da Josè Mourinho - in cuor loro pensano al ragazzo del Lorenteggio e - nei momenti in cui le cose vanno per il peggio - incominciano a richiederlo a bassa voce. Intanto oggi torna da avversario, anche se è una parola grossa: per lui pronta la solita standing ovation.

LA PARTITA DELLA STAGIONE

Non si sa ancora quando cadrà la prima sfida tra il nuovo Real Madrid di Fiorentino Perez e il “vecchio” Barcellona di Pep Guardiola. Una cosa però è certa: quel giorno si assisterà alla partita della stagione. Due squadre stellari che sicuramente – ed è questo l’altro lato della medaglia per la Liga – domineranno in campionato senza possibilità di appello per i vari Valencia, Atletico Madrid e Villareal. Sembra un secolo fa che i blaugrana facevano il bello e cattivo tempo in Spagna e in Europa giocando un calcio da lasciare senza parole. Sembra un secolo fa che il Real Madrid ne prendeva sei al Santiago Bernabeu incapace di fermare lo strapotere di Xavi, Iniesta, Messi, Henry e Eto’o. La storia è cambiata, al costo di centinaia di milioni di euro. Quelli investiti dai blancos per Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema. E non è detto che sia finito. Probabilmente, comunque, non c’è bisogno di altri colpi. Per esempio di Ribery: dietro alla punta francese ex-Lione - oltre al portoghese e al brasiliano - un talento come Robben – il migliore nella scorsa stagione madridista – con le sue caratteristiche rappresenta già di per sé un’arma in più per la macchina da guerra di Pellegrini. Sicuramente il tecnico argentino dovrà verificare la tenuta della mediana della squadra, chiamata a sopportare quattro giocatori che a difendere proprio non ci pensano. A questo proposito Xabi Alonso non sembra essere una pedina fondamentale: può essere sufficiente dare fiducia ai due Diarra - il francese Lassana e il maliana Mahmadou - specialmente se quest’ultimo si sarà totalmente ristabilito dai suoi problemi fisici e potrà riproporsi ad alti livelli. La ciliegina sulla torta potrebbe essere Maicon: spostando Ramos al centro con il connazionale Raul Albiol, il brasiliano dell’Inter formerebbe una coppia di terzini favolosi con il giovane Marcelo. In Catalogna, però, non devono essere troppo spaventati dai nuovi galacticos: la tripletta della scorsa stagione non è stata una chimera e al Camp Nou lo sanno bene. Il Barcellona ha vinto e convinto tutti per tutta la stagione, è la squadra da battere e ogni innesto che faranno i campioni d’Europa dovrà essere ben meditato per non inficiare una macchina quasi perfetta. A centrocampo, per esempio, l’argentino Mascherano potrebbe dare qualcosa in più rispetto a Yaya Tourè senza intaccare i meccanismi sublimi di Xavi e di Iniesta. In difesa - visto che Laporta non sembra intenzionato a sostituire il non sempre perfetto Victor Valdes con un portiere del calibro di Frey - potrebbero essere utili un centrale e soprattutto un laterale sinistro. Abidal, infatti, non ha mai convinto: un giocatore con le caratteristiche di Maxwell, per esempio, potrebbe probabilmente dare qualcosa di più specie in fase di costruzione del gioco. A fianco di capitan Puyol rendono bene Piquè o Marquez (in più c’è l’incognita Gabriel Milito): certo è che un colosso come Nemanja Vidic potrebbe rappresentare l’eccezione che conferma la regola in una squadra di artisti. Non parliamo dell’attacco: il trio delle meraviglie non si deve toccare. Con tutto il rispetto per Ibrahimovic e Villa.